Le parole, come nascono, a cosa servono, come si usano?
Alcuni versi di un grande poeta spiegati da una voce, poi letti in coro, poi trasformati in movimento, danza, gioco.
Un percorso ora lieve, ora forte che da il senso della bellezza di conoscere una lingua fino a renderla poesia.
Versi tratti da diverse opere dell’autore (premio nobel della letteratura nel 1975):
“NEL FUTURO CHE S’APRE LE MATTINE
SONO ANCORATE COME BARCHE IN RADA”
(da “sul muro grafito…” in OSSI DI SEPPIA)
La metafora: quando si ha tanto futuro davanti a sé, privilegio dei bambini, non si vede l’ ora di prendere il largo.
“UN NULLA, UN GIRASOLE CHE SI SCHIUDE
ED INTORNO UNA DANZA DI CONIGLI”
(da “Ma dove cercare la tomba” in “in OSSI DI SEPPIA”)
L’allitterazione, consonanti dentali.
Una piccola visione, tante suggestioni: il petto si apre come un fiore e il cuore palpita veloce come lo zampettare dei piccoli coniglietti (“ed intorno una danza di conigli”).